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Le soluzioni di stampa per banche e assicurazioni

La Circular Economy è la parola d’ordine dell’economia del futuro. Ecco le soluzioni di stampa per banche e assicurazioni “green”

Il cambiamento climatico impone nuove sfide alle aziende e si accompagna a una crescente sensibilità verso l’ambiente e la società. In questo scenario, il mondo Finance occupa una posizione centrale nel percorso verso un mondo a “ridotte emissioni”. Banche e assicurazioni si trovano, infatti, a fare i conti non soltanto con la gestione del denaro (e gli obiettivi di rendimento per gli investitori) ma anche con la richiesta di maggiore attenzione per l’ambiente, il sociale e le questioni di governance interna. Questi fattori, noti con l’acronimo ESG (Environmental, social and governance) sono un obiettivo ormai centrale per il mondo finanziario e gli stessi investitori tendono sempre più a valutare gli asset “intangibili” nelle proprie scelte di investimento. Alla base di un corretto percorso ambientale, però, si posiziona anche l’amministrazione interna delle società: dalla gestione degli spazi e del consumo energetico, a quella dei rifiuti. Anche qui la direzione è segnata da tempo, con l’introduzione di nuove pratiche di economia circolare e Brother, a questo proposito, ha messo a punto una serie di iniziative per l’armonizzazione dell’attività di banche e assicurazioni con il nuovo paradigma della Circular Economy e della sostenibilità.

La posizione dell’Europa sull’economia circolare


Per inquadrare il modello circolare occorre fare un passo indietro di qualche anno. L’Europa ha adottato il Piano d’azione sull’economia circolare, noto come EU Action Plan for the Circular Economy alla fine del 2015. Questo piano ha ridefinito una serie di misure volte a spingere la transizione verso un'economia che stimoli la competitività globale, promuova la crescita economica sostenibile e generi nuovi posti di lavoro. Il paradigma dell’economia circolare si contrappone a quello della “linear economy”, l’economia lineare, in cui il ciclo di vita dei prodotti ha un inizio e una fine. Nel circular, il ciclo di vita di un prodotto va oltre il termine dell’utilizzo, attraverso il riciclo e riutilizzo del materiale. Un passaggio importante nel progetto europeo di protezione dell’ambiente, che trova una sua ragion d’essere ancora di più alla luce delle sfide imposte dalla pandemia di Covid-19. Gli obiettivi centrali del piano europeo sull’economia circolare, trasformati in indicazioni normative nel 2019, impongono entro il 2030 un riciclo del 65% per i rifiuti urbani, e del 75% per gli imballaggi. A questo si aggiungono altre norme riguardanti lo smaltimento in discarica e, soprattutto, misure per promuovere il riutilizzo e la simbiosi industriale trasformando il sottoprodotto di un’industria, in materia prima di un’altra industria. 

Il Circular e la Carbon Footprint, cosa cambia per il mondo Finance


Una volta chiarite le basi del nuovo modello economico, le imprese si trovano nella condizione ideale per mettere in atto nuove iniziative legate alla sostenibilità e, in particolar modo, alla generazione di rifiuti. Come anticipato, questo passaggio implica un allineamento anche per il mondo Finance, che si affida al dettato europeo anche nella selezione delle società in cui investe. In questo modo le imprese che si impegnano nella transizione non agiscono soltanto in termini di sostenibilità, ma traggono un vantaggio competitivo anche per quanto riguarda i ritorni finanziari. Di recente nel mondo finanziario, e non solo, si sono diffusi diversi termini, ormai di uso comune, rivolti a indicare l’impatto dell’operatività delle imprese sull’ambiente. Uno su tutti è quello dedicato alla Carbon Footprint, ossia la quantità di CO2 emessa nel corso del ciclo di vita di un prodotto, fino alla gestione e smaltimento dei rifiuti, ed è l’indicatore di riferimento per le valutazioni di impatto climatico dei prodotti a livello internazionale ed europeo (utilizzato anche per le linee guida della Commissione europea per la PEF – Product Environmental Footprint). Esiste poi un’altra “impronta”, la Material Footprint, che misura le risorse minerarie e fossili utilizzate per la creazione di un determinato bene o servizio. Da anni Brother è socio di Remedia, il primo consorzio per la gestione eco-sostenibile di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), pile e accumulatori (PA) a fine vita, per contribuire a un futuro ambientale migliore. E proprio grazie a questa partnership è in grado di misurare l’impronta rilasciata dai prodotti utilizzati negli uffici, nelle banche e nelle assicurazioni.

Le soluzioni Brother per il mondo Finance


Toner riciclabili e gestione delle periferiche di stampa per ridurre il dispendio di energia sono le soluzioni di Brother per accompagnare il mondo bancario e assicurativo nella transizione verso il nuovo paradigma sostenibile. 
Con il programma di riciclo dei toner Brother, gli utenti possono richiedere il ritiro gratuito dei toner originali non ricondizionati. Per usufruire del servizio, banche e assicurazioni possono accedere alla piattaforma Brother e, dopo essersi registrati, ottenere un contenitore in cui inserire i toner esausti. Una volta riempito il contenitore sarà sufficiente cliccare su “Richiedi il ritiro” perché un corriere passi a prelevarlo gratuitamente. Il servizio di ritiro dei toner è anche in linea con la normativa ambientale italiana, che vieta il trasporto di un rifiuto utilizzando il sistema postale.

Soluzioni di stampa in remoto per ridurre il dispendio di energia


Ma altre soluzioni per ridurre il dispendio di energia ed entrare a pieno titolo nel mondo della sostenibilità sono i software di secure management come SecurePro, che consentono di migliorare e limitare l’impatto ambientale della stampa tramite la gestione degli accessi e il monitoraggio dell’infrastruttura di stampa. Queste tecnologie, inoltre, assolvono a un doppio compito fondamentale del mondo Finance, mettendo insieme le due parole d’ordine sostenibilità e privacy. Tra le soluzioni più sostenibili, c’è il Pull Printing, una tecnologia che crea una “coda virtuale” dei documenti inviati alla stampa, garantendo il controllo da remoto e il ritiro soltanto all’utente in grado di autenticarsi “fisicamente” tramite Pin o card NFC (Near Field Communication). Brother mette a disposizione anche stampanti a tecnologia ibrida, caratterizzate da un processo di stampa a freddo dai consumi energetici di soli 130W (normalmente i sistemi laser richiedono 920W), e la tecnologia Deep sleep, che si auto-attiva in modalità di riposo. Infine, gli ultimi modelli HL di Brother garantiscono una riduzione fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto a prodotti concorrenti.

 

Ecco i prodotti e le soluzioni citate in questo articolo:

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